FISHING – QUOTE TONNO

10 Commenti

Ci risiamo!
A neanche un mese dell’apertura della pesca al tonno, a causa dello sforamento delle quote assegnate ai professionisti, sono state ridotte drasticamente le quote assegnate alla pesca sportiva. Dalle 35 tonnellate si è passati a meno di 11.
Non solo: nel mese di giugno, in una sola operazione condotta dalla Capitaneria di Porto di Civitavecchia, sono state sequestrate 40 tonnellate di tonno rosso spacciato per alalunga. Oltre al sequestro sono stati redatti tre verbali, per un totale di dodicimila euro corrispondenti al 3% del valore di mercato del tonno sequestrato…
Naturalmente molte riflessioni nascono spontanee, ma per motivi di spazio provo a riassumerle.
Una sola violazione scoperta basta ad azzerare la quota di prelievo destinata a tutti gli sportivi che praticano il big game in Italia.
Il valore commerciale del tonno pescato dai professionisti si aggira intorno ai 10 € al kg, quello pescato sportivamente (considerato tutto l’indotto) risulta esponenzialmente più alto.
Lo scorso anno è stato effettuato il censimento dei pescasportivi: “Contiamoci per contare”. E’ emerso un risultato strabiliante: oltre un milione di iscritti!
La pesca sportiva non costa nulla alla comunità, non riceve nessun contributo a fondo perduto, da lavoro (direttamente e indirettamente) a migliaia di persone e se ben gestita può generare introiti importanti per le casse dello Stato.
Eppure i nostri legislatori la considerano un’attività di secondo piano che non merita l’attenzione che il resto del modo le dedica.
Perchè?

testo e foto Cristiano Lagostena

Share

Commenti

  1. Maurizio TeamBongini -

    Mi sembra di conoscerlo quel “balordo” con le forbici in mano…
    Bando alle chiacchere (…e non solo) : se maggiori restrizioni sono sinonimo di maggior numero di strike le accetto e le rispetto.
    …certo che gli ami costano !

  2. il balordo -

    Allora è x questo… costo ami… che ti sei quasi fatto staccare una mano da un tiburon……

  3. Francesco -

    Bell’argomento!!!
    Intanto faccio i complimenti a AL in quanto ho avuto la fortuna di essere ospitato su un bellissimo AL30 e me ne sono innamorato…(anche se non per le mie tasche!!!) poi per la questione tonno….. mi ci viene da piangere….. Non possono sempre mettere in un angolino il povero pescatore sportivo perchè poi si sente preso per i fondelli e quindi scatta il bracconaggio!!! Un po come per le tasse visto che ora va tanto di moda!!! Puoi aumentarle all’infinito ma poi la gente per vivere stai tranquillo che la soluzione la trova!!! Legale o illegale che sia!!!

    • Cristiano Lagostena -

      E’ giusto rispettare le regole di prelievo e una volta chiusa la pesca rilasciare. Quello che dobbiamo far capire ai nostri legislatori è l’idipendenza delle quote tonno assegnate tra pesca porfessionale e dilletantistica. Tanto più che l’apertura alla pesca ricreativa è successiva al quella professionale….ergo: chi tardi arriva male alloggia !!!

  4. centro nautico falconara -

    Finchè le regole le dettano persone …. chiamiamole “estranee ai fatti” , (per non dire incompetenti) , sarà sempre così .
    Se cè una differenza tra il pescatore professionale e quello sportivo , questa differenza deve esserci anche sul prelievo delle quote tonno , dobbiamo essere indipendenti!
    Secondo me , ogni imbarcazione abilitata alla pesca del tonno rosso , dovrebbe avere il diritto di portare in terra ….diciamo al massimo 2 esemplari , ma indipendentemente da quello che hanno pescato i professionisti. Noi sportivi il pescato non lo possiamo vendere , quindi cosa ce ne facciamo di tutto questo tonno …. una grigliata tra amici , qualche vaso sott’olio per l’inverno e poi basta , il resto va rilasciato.
    Però la soddisfazione di portare qualcosa a casa deve rimanere , perchè la quota dei sportivi deve essere azzerata per dei illeciti commessi da dei professionisti ?
    Multateli e toglietegli la licenza , cè chi prende le ferie in agosto …quando già tutto è finito, e magari ha speso fior di quattrini in attrezzature varie per rimanere beffato da pochi furbi !!
    E’ da qui che parte il bracconaggio …..la gente è stanca di essere presa in giro …. e poi fa il “furbo” anche chi non è portato a esserlo.

  5. elfishing -

    Assolutamente d’accordo col sig. Lagostena.

    • alcustomboats -

      Tutto quello che dice Cristiano è abbastanza giusto, ma vedo un buco nelle sue argomentazioni. “Dobbiamo far capire ai nostri legislatori…” ok, ma chi è il soggetto di questa frase? I pescatori professionisti hanno potentissime associazioni di categoria che riescono a far la voce grossa. Ecco perchè vengono ascoltati. Se è vero, come dice Cristiano e come penso anch’io, che la pesca sportiva muove interessi economici importanti, perchè non siamo ascoltati? Noi Siamo un milione? E chi è la persona o l’entità che ha ufficialmente titolo a parlare a nome di questo milione? Mentre i professionisti gridano e picchiano i pugni sul tavolo, noi bisbigliamo, mugugnamo, ci lamentiamo sommessamente. E quel che è peggio, lo facciamo fra di noi. Non sono i legislatori che non ci ascoltano, siamo noi che non gli parliamo. Non ufficialmente e non ad alta voce. Ripeto la domanda: chi è l’entità che parla ai nostri legislatori a nome di un milione di pescatori sportivi? L’Efsa, Big Game Italia o altre decine di micro associazioni che contano ognuna, se va bene, poche centinaia di tessere, credete che possano avere qualche minimo potere? L’unica associazione numericamente rappresentativa potrebbe forse essere la Fipsas. Ma la Fipsas è troppo impegnata a curare gli interessi della Fipsas per occuparsi anche dei problemi dei pescatori sportivi.

  6. Cristiano Lagostena -

    …In effetti quando scrivevo il pezzo in merito alle quote tonno, il pensiero a chi ci rappresenta è andato immediatamente alle associazioni Fipsas e Fipo. Non le ho citate volutamente perchè non avverto nessun interessamento alla questione in oggetto. Questo menefreghismo sta danneggiando noi appassionati ma soprattutto sta mettendo in crisi chi con il Biggame ci vive !!

  7. matteo -

    l’importante è che i tonni siano tornati…. a volte vedo gente che sembra non ricordare il pre2008 dove,parlo x l’ato adriatico, di tonni se ne prendevano 4-5 a stagione………
    adesso se hai fortuna ne prendi anche 10 a barca…..
    riteniamoci fortunati.
    e fortunati che in italia la pesca non è vietata.
    come in altre localita adriatiche…….
    P.S. nel pre 2008 c’è gente che gia ad uscire e vedere un segno sull’eco era felice………
    io vieterei la pesca a tutti x 2-3 anni(cites?) vuoi mettere dopo?

  8. Cristiano Lagostena -

    …Ormai è diventata un amara consuetudine…è arrvato il decreto ministeriale che sancisce la chiusura al tonno rosso, con più di due mesi di anticipo !!!
    Grazie a tutte le associazioni di settore che si sono battute per impedire che tutto questo accadesse…

Lascia un Commento

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>